Seconda Domenica di Quaresima: La Trasfigurazione

8 MARZO - II domenica di Quaresima ciclo A

Il suo volto brillò come il sole

Mt 17,1-9

Oggi siamo condotti da Gesù con Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte della trasfigurazione. Ecco, il Cristo vincitore del peccato e della morte risplendente della luce divina. Compaiono Mosè ed Elia, testimoni delle Scritture, secondo le quali il Messia doveva soffrire per entrare nella sua gloria. Dalla nube luminosa, che copre con la sua ombra i tre discepoli, esce una voce, la stessa che era risuonata in occasione del battesimo sulle sponde del Giordano. Essa torna a proclamare che Gesù è il Figlio prediletto del Padre e aggiunge: «Ascoltatelo!».

Nelle Scritture, la montagna è sempre il luogo della rivelazione, luogo che più ci avvicina a Dio. Si racconta che il volto di Mosè venne trasfigurato dall’incontro con Dio: “Quando Mosè scese dal monte Sinai - le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte - non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con il Signore” (Es 34,29). Mentre Gesù viene trasfigurato tutto, non solo il volto è luminoso ma tutto il suo corpo e le vesti diventarono bianchissime, Egli infatti è il compimento della rivelazione di Dio Padre.
La magnificenza della rivelazione divina si comunica anche a coloro che la ricevono e diventano i mediatori della parola di Dio. Pietro, Giacomo e Giovanni però, sono assaliti da grande timore e cadono con la faccia a terra. È ciò che avviene sempre in presenza di una manifestazione divina. Questa teofania pone i discepoli di fronte alla Pasqua di Cristo, mistero di morte e risurrezione, ed essi fanno molta fatica, come attestano i vangeli, ad accettare la fase oscura di questo mistero. «Non temete», dice loro Gesù, come dirà ancora in occasione delle apparizioni pasquali.
Essi se ne ricorderanno all'indomani della Pentecoste e, ripieni a loro volta di Spirito Santo, annunceranno con grande determinazione: «Dio ci ha salvati mediante il Cristo vincitore della morte. In lui risplendono la vita e l'immortalità!».
Ed è quello che chiediamo nella preghiera colletta:
O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri e hai dato a noi la grazia di camminare alla luce del Vangelo, aprici all'ascolto del tuo Figlio, perché accettando nella nostra vita il mistero della croce, possiamo entrare nella gloria del tuo regno. Per Gesù Cristo nostro Signore.

Nel video qui sotto Messa della Seconda Domenica di Quaresima ciclo A: La trasfigurazione.

(messa celebrata privatamente rispettando l'ordinanza sulla prevenzione della diffusione del COVID-19)



L’arte floreale nella liturgia in tempo di Quaresima

Le signore dell’unità pastorale di Centrale, Grumolo e Zugliano (VI) che s’impegnano anche nella cura delle composizioni floreali per le celebrazioni liturgiche domenicali, si sono preparate per progettare insieme la fioritura delle domeniche di Quaresima di quest’anno ciclo A.
Sappiamo che l’arte floreale nella liturgia è un ministero che introduce alla celebrazione dei sacramenti e accompagna i fedeli all’ascolto della liturgia della Parola, e li aiuta nel cammino di fede, specie nel momento in cui si rinnova l’alleanza con Dio Padre per mezzo del corpo e sangue del Figlio il Signore Gesù. Tuttavia in questo tempo forte, la Chiesa detta un’indicazione precisa:
“Nel tempo di Quaresima è proibito ornare l’altare con fiori. Fanno eccezione la domenica laetare IV Q, le solennità e le feste. L’ornamento dei fiori sia sempre misurato e, piuttosto che sopra la mensa dell’altare, si disponga attorno ad esso.” (OGMR 305)
Tenendo conto dunque, delle indicazioni liturgiche e ispirandoci al Vangelo di quella domenica, abbiamo spogliato l’aula liturgica di fiori e piante e, nel luogo destinato ai fiori abbiamo realizzato composizioni prive di fiori ma impiegando materiale naturale che simbolicamente richiamasse l’esperienza del deserto.
L’assenza di fiori ha creato un clima austero quasi invito alla penitenza e al digiuno, mentre le insolite composizioni, richiamavano in chiave evocativa, l’esperienza di Gesù tentato nel deserto; si è rappresentata anche la trasfigurazione del Signore, anticipo della sua risurrezione. Seguendo poi i vangeli dell’anno liturgico ciclo A, progressivamente si sono raffigurate artisticamente le catechesi battesimali giovannee: la samaritana al pozzo (Gv 4,5-42); il cieco nato (Gv 9,1-41); la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45); la domenica delle Palme (la passione del Signore Mt 26,14-27,66). Per le solennità che ricorrono nel tempo quaresimale: il 19 marzo san Giuseppe e il 25 marzo la solennità dell’Annunciazione, si sono realizzate composizioni floreali festose, fiorendo, come indicato, in modo sobrio.
Quindi possiamo affermare con una certa soddisfazione e gratitudine che, anche in questo tempo segnato dalla sofferenza e dall’isolamento, abbiamo potuto continuare a svolgere il nostro servizio di catechesi mistagogica che vi riproponiamo.

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